«L’avvocato Coracaglina rincasava, un pomeriggio di primavera, con un’aria svelta e vivace che suo figlio non gli avrebbe mai conosciuto. Aveva quasi sessant’anni e per di più il figlio, alquanto perdigiorno e incapace di farsi una posizione, gli dava abitualmente serio pensiero; ma quella era una giornata di sole malato e assai tiepida. L’avvocato camminava franco e guardava con occhi sbrigliati e penetranti (la presenza del figlio non li appassiva) le belle donne, quando si sentì chiamare.
Dalla soglia rilucente d’una bottega di barbiere gli corse incontro il figlio in persona, senza giacca e con una manica rimboccata al disopra del gomito.
“Papà, papà, guarda che bel taglio!”.
E mostrava una ferita profonda all’avambraccio, una ferita di rasoio lunga e precisa; il sangue ne scorreva in abbondanza, ma il giovane sorrideva contento. L’avvocato fu colpito d’orrore a quella vista, ma non ebbe il tempo di dir nulla perché il figlio, allargando con sicurezza le labbra della ferita e frugandovi dentro coll’altra mano, cominciò ad estrarre qualcosa.»
Explicit (evidenzia se vuoi leggere): «“E a codesta isola non ci si arriva lo stesso?” interruppe la fanciulla imporporandosi leggermente e abbassando gli occhi.»
Note:
ecco, io il Tommaso Landolfi lo amo moltissimo, come scrittore, ma se te per esempio non lo conosci sei un po’ titubante ma ci hai una certa curiosità e non sai da che libro cominciare, ecco, in questo caso comprati assolutamente questo qui.
Concordo appieno con il tuo suggerimento: Landolfi non è scrittore per tutti i palati, ma la selezione proposta da Calvino è un buon approccio